SANT'ANTONIO DI PADOVA

Filmato documentario :

Santo Antonio 700 anni nel 1963

Fernando di Buglione nasce a Lisbona (Portogallo) nel 1195 dal padre Martino
Alfonso, cavaliere e da mamma Maria, la famiglia era nobile discendente di
Goffredo di Buglione. Esiste una analogia tra Antonio e Francesco d'Assisi
entrambi da giovani avviati per la carriera delle armi e tentati dalla vita agiata
e dal peccato ma che tuttavia li porterà entrambi alla scelta di imboccare la via
della testimonianza di fede alla sequela di Cristo Gesù. All'età di 15 anni entra
fra i Canonici Regolari di Sant'Agostino che erano titolari per volontà del re
Alfonso I del Portogallo e della regina Mafalda di Savoia, dell'abbazia di San
Vincenzo nei pressi di Lisbona. Fernando si applica nello studio con ottimi
maestri di scienze e teologia e si prepara ad essere ordinato sacerdote.
Nel 1219, all'età di 24 anni, Fernando diventa sacerdote. Aspirando ad una vita
religiosa più severa, Fernando riesce a farsi trasferirsi in un'altra comunità
agostiniana, Santa Croce di Coimbra.Nel 1220 arrivano a Coimbra i corpi di 5
frati Francescani decapitati in Marocco perché predicavano il Vangelo.
Quando arrivano i frati del Monte Olivares, giunti per ritirare le salme,
Ferdinando confida loro la sua ispirazione di vivere secondo il Vangelo.
Ottenuto il permesso dal Provinciale Francescano di Spagna e dal Priore
Agostiniano di entrare nel Romitorio dei Minori Ferdinando fa subito
la professione religiosa e cambia il suo nome in Antonio.Antonio sul
modello dei cinque frati uccisi in Marocco, desidera portare la parola di Dio
agli infedeli anche se questo comporta il martirio, chiede e ottenne da frate
Giovanni Parenti, allora provinciale di Spagna il permesso di partire.
Si imbarcò con un confratello, frate Filippino di Castiglia, per il Marocco.
La febbre malarica lo costringe a letto durante il viaggio verso l'Africa
intrapreso nel 1220. La malattia si protrae e i compagni riescono a
convincere Antonio a rientrare in patria per curarsi. Durante il viaggio
di ritorno, una tempesta spinse la nave sulle coste della Sicilia orientale.
Curato dai francescani della città in due mesi guarisce. Dai confratelli
Antonio apprende che Francesco aveva convocato i frati alla Porziuncola
di Assisi per il Capitolo generale di Pentecoste del 1221, durante il quale
sarebbe stato presentato il testo della Regola. Antonio viene invitato al
Capitolo Generale di Assisi. Arriva, con altri Francescani, a Santa Maria
degli Angeli dove ascolta Francesco, senza conoscerlo personalmente.
Il Ministro Provinciale dell'Ordine per l'Italia Settentrionale gli propone
di trasferirsi a Montepaolo vicino Forlì per celebrare la Messa in un piccolo
Eremo. Per più di un anno Antonio si dedica alla contemplazione e alla
penitenza occupandosi delle mansioni più umili e aiutando i fratelli,
poi un giorno si reca, con i confratelli, nella Chiesa di San Mercuriale per
assistere all'ordinazione di nuovi sacerdoti, dove ha occasione di pregare
alla presenza di una vasta platea composta anche da notabili. L'impressione
provocata dalla sua spontanea eloquenza fu tale che fu nominato predicatore,
insegnando talvolta anche a Francesco il quale gli raccomandò di non perdere
lo spirito della preghiera e della devozione. La sua predicazione ebbe inizio
in Romagna, prosegui poi nell'Italia Settentrionale, per combattere l'eresia
Catara in Italia e Albigese in Francia, dove giungerà nel 1225. Antonio era
fermamente convinto che per contrastare gli eretici che disponevano di abili
predicatori, fosse necessaria una preparazione teologica, per i frati minori
e dopo molte insistenze Francesco gli consentì di fondare nel 1223 la prima
scuola teologica francescana a Bologna, presso il convento di Santa Maria
della Pugliola. La fama dell'eloquenza di Antonio e dei miracoli che
accompagnavano la predicazione convinse papa Onorio a inviare Antonio
in Francia per contrastare gli eretici catari, e Antonio rimase in quella terra
per oltre due anni tra il 1225 e il 1227 predicando in Provenza, Linguadoca
e Guascogna. Il padre provinciale di Provenza lo nominò dapprima guardiano
del convento di Le Puy e poi superiore dei conventi del Limousin.La notizia
del trapasso di Francesco e del Capitolo generale indetto da frate Elia,
costrinse Antonio a rientrare in Italia, e raggiunse la destinazione alla fine
di Maggio dell'anno 1227. Il nuovo maestro generale dell'Ordine fra Giovanni
Parenti nomina Antonio ministro Provinciale dell'Italia Settentrionale.
Nel periodo successivo Antonio apre nuove case e visita i conventi per
conoscere i frati e controllare le Clarisse e il Terz'ordine. A Firenze fissa
la residenza a Padova scrivendo in due mesi i Sermoni domenicali e
successivamente i Sermoni per le feste dei Santi, privilegiando i temi della
fede, della morale e della virtù. L'amore di Dio e la pietà verso i poveri.
La preghiera, l'umiltà e la mortificazione, scagliandosi contro orgoglio,
avarizia, lussuria e usura.Nel 1228, su richiesta di Papa Gregorio IX, tiene
le prediche della settimana di Quaresima e viene definito "Arca del
Testamento". In tale occasione si racconta che la folla cosmopolita lo
sentisse predicare con la lingua di origine di ciascuno di loro. Dal 1228
al 1231 viaggia ininterrottamente nonostante le condizioni di salute precarie.
Si ritira a Campo Sampiero vicino Padova per riposarsi, in una piccola
stanza nell'Eremo regalato ai frati dal Conte Tiso.Antonio si dedica alla
predicazione e alla confessione. Il Conte Tiso si reca sovente nella stanza
di Antonio per verificarne le condizioni di salute. Una sera, durante una di
queste visite, assiste alla visita che Gesù Bambino fa al Santo.
Le condizioni di salute di Antonio peggiorano e il 13 giugno 1231, sentendosi
mancare le forze, chiede di essere riportato a Padova. Durante il viaggio viene
ricoverato nel Convento dell'Arcella dove muore nel tardo pomeriggio.
Il convento dell'Arcella e quello di Santa Maria Mater Domini iniziano una
disputa per decidere in quale dei due luoghi sarebbe stato custodito il corpo
dato che Antonio avrebbe desiderato morire in Santa Croce. La decisione
spetta al Padre Provinciale che stabilisce che la salma venga deposta nel
convento di Santa Maria Mater Domini. L'arca di marmo nella quale fu deposto
divenne immediatamente meta di continui pellegrinaggi che non si sono mai
arrestati fino ad oggi, e in occasione dei quale si sono verificati molti miracoli.
Acclamato santo a furor di popolo ad appena un mese dal trapasso, Antonio
fu canonizzato nella cattedrale di Spoleto il giorno della Pentecoste del 1232
in presenza di papa Gregorio IX. San Bonaventura da Bagnoregio, durante
la traslazione del corpo avvenuta 32 anni dopo la morte di Antonio, trova la
lingua del Santo incorrotta. La Reliquia si trova ora nella Cappella del Tesoro
nella Basilica di Padova di cui Antonio è patrono. Pio XII, nel 1946 proclama
sant'Antonio dottore della Chiesa, e gli conferisce il titolo di doctor evangelicus,
per la sua ferma e costante adesione al Vangelo. Sant Antonio viene onorato
dalla Chiesa cattolica il 13 giugno.